LA PREVENZIONE
Scritto da Administrator
La prevenzione
Vademecum per una corretta alimentazione
Acido Folico
L’Acido Folico (folato) è una vitamina del gruppo B, precisamente la B9. Non viene prodotto dall’organismo e quindi deve essere assunto tramite l’alimentazione; il fabbisogno quotidiano, in condizioni normali, è di circa 0,2 mg.
L’organismo umano si serve normalmente della B9 per:
- la sintesi del DNA e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina nei globuli rossi;
- la costruzione dei tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, tra cui, anche, i tessuti embrionali.
L’acido folico svolge un ruolo chiave durante il periodo della gravidanza: negli ultimi decenni, infatti, è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale che possono trovare origine nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, come spina bifida e anencefalia. In generale, una carenza di folati può dare luogo con più facilità a complicazioni (ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni placentari..) .
Il tubo neurale si chiude entro 30 giorni dal concepimento (tra il 17esimo e il 29esimo giorno), quando la donna spesso non sa ancora di essere incinta. Quindi, tutte le donne che programmano una gravidanza o che semplicemente sono in fase riproduttiva e non applicano misure anticoncezionali, dovrebbero assumere acido folico giornalmente. In una ipotesi minima, l’assunzione dovrebbe avvenire regolarmente per lo meno nel mese precedente il concepimento e per i primi tre mesi di gravidanza.
Una riduzione dell’assorbimento di acido folico, e/o un conseguente aumento del fabbisogno, possono derivare da:
- assunzione di alcuni farmaci, come barbiturici, pillola anticoncezionale, antiepilettici
- elevato consumo di alcol
- diabete mellito insulino-dipendente
- difetti di assorbimento intestinale e la celiachia
- alterazioni congenite di attività enzimatiche coinvolte nel metabolismo del folato.
Se le donne in età fertile presentano uno di questi fattori di rischio è necessario che assumano con particolare attenzione la vitamina nel periodo periconcezionale.
Le donne che rientrano in gruppi ad alto rischio (quelle che presentano una certa familiarità con malattie del tubo neurale o che sono affette da diabete mellito, obesità o epilessia) dovrebbero essere monitorate con particolare cura dagli operatori sanitari.
Alimentazione
La cosiddetta dieta mediterranea garantisce, di norma, un sufficiente apporto di acido folico all'organismo; esso si trova in abbondanza in alcuni alimenti:
- verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga)
- arance e succo di arancia concentrato
- cereali
- legumi
- frutta come limoni, kiwi e fragole
- fegato
Tuttavia bisogna tenere presente che questa vitamina è poco stabile se sottoposta a elevate fonti di calore (il suo valore viene in parte distrutto con la cottura) e alla luce (i cibi che lo contengono vanno conservati in modo che non siano esposti direttamente ai raggi solari).
La nostra alimentazione, per quanto varia ed equilibrata, sembra essere insufficiente a garantire un apporto ottimale di acido folico specie durante la gravidanza, quando il fabbisogno di questa vitamina aumenta notevolmente.
Alimenti fortificati
Fortificare un alimento significa integrarne il valore nutrizionale, in particolare il suo apporto vitaminico.
Negli Stati Uniti, allo scopo di assicurare un’assunzione adeguata di acido folico a tutta la popolazione, esiste l’obbligo di fortificazione delle farine con acido folico. Tale integrazione non esiste in Italia, dove sono presenti sul mercato solo alcuni prodotti tra cui:
- cereali da colazione di alcune industrie multinazionali
- succhi di frutta
- un latte speciale UHT
Integratori vitaminici e farmaci a base di acido folico
I principali farmaci e integratori vitaminici attualmente in commercio nel nostro Paese sono:
- Folidex e Fertifol: sono i nomi commerciali di due farmaci contenenti acido folico puro nella dose di 0.4 mg, indicata per donne che non hanno un alto rischio a priori di malformazioni congenite. Sono in fascia A e perciò pienamente rimborsabili dal Sistema Sanitario Nazionale con prescizione su ricettario del proprio medico curante;
- Gravigil, Folene, Folingrav, Serengrav e Folacor: integratori che contengono la dose raccomandata giornaliera di acido folico (0,4 mg per capsula - una capsula al giorno) in abbinamento a sali minerali o ad altre vitamine. Sono farmaci classificati come integratori alimentari (parafarmaci) e non sono rimborsabili dal S.S.N., rientrando pertanto in fascia C;
- Gravigen Plus, PerMamma: questi prodotti, sebbene siano specifici per la gravidanza, contenengono quantitativi di acido folico inferiori alla dose giornaliera consigliata (da 0,2 a 0,3 mg per unità posologica), e necessitano pertanto di più assunzioni;
- Folina: esclusivamente a base di acido folico, contiene 5 mg di principio attivo (consigliato per le donne ad alto rischio). Tale farmaco, per essere rimborsato dal S.S.N., necessita di una nota detta C.U.F. 10: la sua prescrizione a carico del S.S.N. è limitata ai pazienti affetti da anemie megaloblastiche dovute a carenza di vitamina B12 e/o di folati. La prescrizione di acido folico e di vitamina B12 non è rimborsata dal S.S.N. per altre indicazioni autorizzate (ovvero per altre forme di anemia non megaloblastica o per differenti patologie). Tuttavia il farmaco ha un costo conveniente anche senza prescrizione medica (1,60 euro).
- Levofolene: è il nome commerciale di un composto chiamato calcio levofolinato pentaidrato ed è disponibile a diversi dosaggi. Il levofolene al dosaggio più basso (4 mg) può essere usato da donne che iniziano una profilassi periconcezionale e che per diverse cause sono ad alto rischio di avere figli con malformazioni. E’ un farmaco che rientra in fascia C, non rimborsabile dal S.S.N.
Attenzione, in ogni caso, occorre non oltrepassare una dose di 5 mg di acido folico al giorno!
L'assunzione di acido folico in associazioni multivitaminiche non specifiche per la gravidanza è inoltre sconsigliabile perché possono contenere anche importanti quantità di vitamina A (un sovradosaggio può aumentare il rischio di difetti congeniti).
Dati i continui cambiamenti nella composizione degli integratori alimentari, si consiglia comunque di verificare sempre l'esatta quantità di acido folico contenuto nel prodotto.
Si ringraziano per il prezioso contributo alla revisione dei testi le dottoresse Valeria Capra, Elisa Merello e Patrizia De Marco del Laboratorio U.O. Neurochirurgia - Istituto G. Gaslini di Genova.
[Fonte: www.spinabifidaitalia.it]


